Enciclopedia di un viaggiatore di mondi

Come riconoscere, capire e avventurarsi nei vari mondi nel caso si volesse fare un viaggio con la propria valigia.

::ThePasadora’sGoggles::

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Tratto dagli appunti del mastro Juyr Del Mont:

Non è mai successo, ma a volte capita, di trovarsi proprietari di un oggetto che, non si sa come, lo si è ottenuto, oppure non si sà da quanto tempo lo si possegga, o chi celo abbia regalato. Sempre se ci è stato donato da qualcuno. O qualcosa.

Sono molti gli oggetti capaci di creare questo tipo di illusione, e tra questi ci sono gli Occhiali di Pasadora, un oggetto unico del suo genere. Dico genere perchè come lui ce ne sono miliardi, ma lui, e un piccolo manipolo di ventiquattro suoi simili, sono molto, molto particolari.

Tanti sono stati proprietari di questi occhiali, pochi sono i sopravvissuti alla sua magia. Anche se ambedue gli aspetti non si diversificano molto. Ma parliamo di questo oggetto e che cosa riesce a fare.

Non sappiamo chi abbia progettato questo oggetto curioso. La sua storia ha inizio più di mille anni fà, nella città di Temora, quando un artigiano trovò accanto alla porta della sua bottega una valigia, colma di progetti e schemi, che illustravano strani marchingegni meccanici e non. Tra questi c’era il progetto per costruire questi occhiali. Spinto dalla sua irrefrenabile passione, l’artigiano si mise subito al lavoro. 

Passarono cinque giorni, e la moglie, non vedendolo tornare a casa si diresse verso la bottega preoccupata. Non era stato mai per così tanto tempo fuori casa. Entrando trovò la bottega sottosopra, con tutti i suoi arnesi e fogli in terra. I mobili, divelti, erano ammassati l’uno sopra l’altro. Era come se dentro la bottega fosse passato un uragano creando tutto quello scompiglio generale. Sentì un rumore, sottile, quasi come se qualcuno stesse parlando a bassa voce per non farsi sentire: trovò l’uomo in un angolo, rannicchiato, con gli occhiali che, come descrisse la donna, avevano le lenti illuminate da una luce bluastra, ed erano animate da piccole luci bianche. Sembrava che l’uomo stesse parlando da solo, ma la donna non capiva quello che stava dicendo. Appena la vide, l’uomo scattò in piedi come un una molla, afferrando con le sue possenti mani le spalle della donna. Le disse che ora era tutto chiaro per lui, che il mondo aveva preso un’altro significato, che ogni ombra aveva preso forma che ogni enigma aveva una risposta. Poco dopo crollò a terra senza sensi. 

Avvertite le autorità e chiamato il medico del paese per constatare la salute dell’uomo, si presentarono all’uscio della bottega due uomini, vestiti con abiti lunghi e verdi, con ricami dorati, molto curati. Chiesero cosa era successo e menzionarono gli occhiali. Quei maledetti occhiali. La donna, come una furia si diresse verso quell’oggetto stregato, lo consegnò ai due individui, maledicendolo per quello che avevano fatto a suo marito. Ringraziando la donna con un inchino, i due scomparvero nel nulla. 

Ma cosa sono gli Occhiali di Pasadora, e perchè portano questo nome?

Il nome deriva da uno dei tanti “eletti”, uno dei primi, e l’appellativo “eletto” suona come un eufemismo credetemi, che riuscì a catturarne un paio per studiarli e distruggerli: Pasadora Di Nomì era il suo nome. 

Pasadora era uno scienziato militare delle Forze Specialissime di Sua Maestosissima La Reginissima Relena III. Le forze Specialissime incominciarono a interessarsi degli occhiali molto presto, subito dopo gli episodi  che avvennero gli anni successivi, dopo il bottegaio. E furono numerosi e tragici al tempo stesso. Si decise quindi di studiarli e trarne vantaggio per i propri scopi espansionistici e di conoscenza, ma non fu semplice per molti motivi: in primo luogo erano degli oggetti inafferrabili, una volta stanchi del loro proprietario, dopo un pò di tempo scomparivano all’improvviso, senza lasciare traccia. 

Con un macchinario speciale sono riusciti a calcolare la probabilità del momento e del luogo esatto di dove si sarebbe materializzato l’oggetto. Una volta concluso questo aspetto si apriva l’interrogativo su chi testarne gli effetti. Ci voleva una cavia insomma, ma uno qualunque. Pasadora si offrì volontario, e dopo una lunga serie di trattamenti e un rigidissimo allenamento mentale e psicologico, fu idoneo per poter controllare gli occhiali.

Pasadora descrisse in un resoconto privato, che io ho ricevuto per vie traverse, le sensazioni che si provano quando si indossano gli occhiali: “[…]è come se perdessi il contatto con il mondo che ti circonda. Perdi quella connessione sottile che ti tiene ancora attaccato alla realtà, alla razionalità e che ti permette di distinguere quello che è frutto della tua mente e quello tangibile. E’ come se, una volta indossati, fossi solo tu e gli occhiali. Nient’altro. Il tuo corpo non lo percepisci più, come se non ne avessi mai avuto uno. All’improvviso ti senti libero, come l’aria, impalpabile, puoi volare fin dove vuoi senza mai stancarti, puoi passare ogni tipo di varco. Nulla ti ferma, coem se non ci fossero vincoli che ti impongano limiti. Anche i pensieri prendono forma e sostanza. […] poi incomincia il lato oscuro di questo oggetto. Hai come delle premonizioni, delle visioni di situazioni a te estranee, ma che in un certo senso hanno un significato nascosto. Ho visto mondi, ho sentito canzoni che sembravano antiche quanto questa terra, se non quanto l’universo intero. E’ un’emozione indescrivibile, ma è difficile tenere sotto controllo tutto questo altalenarsi di emozioni e visioni. Ho avuto un addestramento molto rigido per avere la possibilità di studiare questi occhiali, ma ci sono momenti che credo di impazzire, di non farcela, ed essere sopraffatto da questo incredibile potere che ti concedono gli occhiali. Non so come riesco a non cadere sotto il suo controllo, non mene capacito ancora.”

L’anatomia degli occhiali di Pasadora è molto controversa e particolare: hanno la caratteristica di manipolare la visione del mondo di chi li porta, proiettando la mente del portatore in una dimensione differente, senza viaggi temporali, senza spostamenti terreni, senza alcun movimento particellare o di massa. Permettono di vedere tutti gli eventi futuri, passati, presenti, paralleli e universali che si possono manifestare. A lungo andare però questi occhiali portano allo sfinimento fisico, ma sopratutto mentale, causando pazzia, manie di persecuzione, allucinazioni, spossatezza, dolori articolari, lingua verde, naso a uncino e altro ancora. Gli occhiali poi, una volta portato alla pazzia il suo proprietario, scompaiono con la stessa velocità di come erano apparsi. Tranne nel caso del bottegaio naturalmente che li ha costruiti. 

Si presentano principalmente così:

_lenti molto grandi, costituite da vetro sottilissimo come carta.

_le lenti sono diverse tra loro; la lente destra presenta nel suo perimetro superiore tre serie di lenti che servono per individuare elementi all’occhio umano invisibile, e per i così detti viaggi tra i mondi, sotto mondi e per le visioni. Nella parte inferiore si può trovare un regolatore di impulsi che diminuisce o aumenta l’intensità di informazioni che gli occhiali forniscono. Ha uno zoom interno molto sofisticato che può vedere anche la più piccola particella della misura di 10^-231343252555.

La lente sinistra è quella più pericolosa, perchè detta lente di riflesso: non serve per l’osservatore ma sono utilizzati dagli occhiali stessi per vedere la mente e la coscienza del suo ospite, ed è quella che causa la pazzia, insieme alla lente destra. Nella parte inferiore della lente destra troviamo un misuratore che è controllato dagli occhiali, e gli serve per mimetizzarsi e non farsi vedere da occhi indiscreti.

Secondo gli investigatori delle Forze Specialissime, contando il bottegaio come punto zero, il punto di partenza per intenderci, gli occhiali hanno mietuto all’incirca 213438395539214398 vittime.

Anche il metodo di come le persone ne vengano in possesso non è ancora stato chiarito. E’ come se gli occhiali condizionassero la mente delle persone, una volta scelte, facendole credere di possedere quei semplici occhiali da molto tempo, magari di averli comprati la settimana scorsa o averli ricevuti come regalo da una zia o fidanzata.

Il progetto, visti i fatti accaduti, è stato sequestrato dall’Alta Corte di Giustizia Supremissima, ed è custodito nella Cella di Ferro, la più sicura e inviolata cassaforte multi-spazio-dimensionale che l’essere umano conosca.

Uno dei tanti misteri che non sono stati ancora svelati è come questi occhiali appaiono, e perchè scelgono determinate persone. Se questa scelta è casuale o ci sono dei fattori che tiene in considerazione. Nel pianeta, e nei pianeti conosciuti e non, c’erano in totale due di questi occhiali, di cui uno è andato distrutto per mezzo di Pasadora stesso, mentre un’altro paio girovaga indisturbato, fino a che non troverà la sua prossima vittima.

Forse tu ne sei possessore e non lo sai.

Tratto dal libro mastro “I misteri degli universi non conosciuti, sai per pigrizia che per incompetenza di Juyr Del Mont”

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